La sessualità e l'affettività sono argomenti che riguardano tutti — anche le persone con disabilità. Eppure spesso vengono ignorati o considerati tabù. È ora di parlarne apertamente.
Primo: sono anch'io una persona. Ho dei sentimenti e provo emozioni. Anche io mi innamoro, anche io piango, rido, sto in mezzo alla gente e da solo — come tutti.
E come tutti ho voglia anche di intimità, di affetto, di fare sesso. Eppure questo sembra ancora scandalizzare qualcuno.
Perché parlate tanto che la persona con disabilità è una persona come tutte le altre, poi vi scandalizzate davanti a un bisogno naturale? L'intimità e la sessualità non sono un privilegio — sono un diritto umano.
I moralisti fateli su cose serie, non su ciò che è la natura umana.
Parlare di sessualità e disabilità non è tabù — è necessario. È il primo passo per trattare davvero le persone con disabilità come persone a tutti gli effetti.
Gian Luca Locci
PERSONE CON DISABILITÀ, SESSO E AFFETTIVITÀ, un argomento ancora taboo
Le barriere mentali: il primo ostacolo siamo noi
Qual è la problematica maggiore? Secondo me, in prima battuta, sono le barriere mentali che ci creiamo da soli: "Sono in carrozzina, figurati se mi guarda", "E se vuole andare in posti dove io non riesco?", "Ma la gente cosa penserà?"
Di queste domande, nessuna è giusta e nessuna è sbagliata. Il mio non è un discorso contraddittorio, e non vuole essere neutro — racconto semplicemente la mia esperienza personale. Sono un "ragazzo" di 57 anni in carrozzina.
L'apparenza conta, ma il primo "no" lo diamo noi
Guardando e osservando il mondo al di fuori delle mura di casa mia, mi rendo sempre più conto che le persone guardano sempre più all'apparenza. È vero che qualcuno non uscirebbe mai con una persona in carrozzina — ma se siamo noi i primi a pensarlo, abbiamo già deciso che è un no ancora prima di iniziare.
I posti, le limitazioni e la chiarezza
Vale la stessa cosa per i luoghi in cui si vuole andare. Il mio parere è che se la persona che sta con noi conosce esattamente cosa possiamo e cosa non possiamo fare, molti problemi si risolvono. Qui però dobbiamo essere noi, chiari fin dall'inizio, sulle nostre capacità reali e residue.
Cosa pensa la gente?
Purtroppo conta
La risposta "corretta" sarebbe che non interessa cosa pensano gli altri. Ma per esperienza personale ti dico che conta, eccome. Se la persona è più piccola diventa un familiare o volontario. Se è più grande diventa un genitore. Se ha età simile diventa fratello, sorella, badante, "brava persona che aiuta". Questo perché una relazione così diventa difficile da sostenere, da spiegare ogni volta — e tendenzialmente tende a finire in breve tempo.Sesso e relazione: due cose molto diverse
Le persone in carrozzina possono essere attraenti, di compagnia, divertenti e stuzzicanti — così come possono essere l'esatto opposto, come qualsiasi altra persona. Ma parliamo di sesso: un atto riservato, che non comporta nessun giudizio esterno, se non viene sbandierato ai quattro venti.
Concludendo — parlo della mia esperienza personale — oggi è più facile fare sesso per una persona in carrozzina, che avere una relazione stabile e alla mercé del giudizio altrui.
tu cosa ne pensi? Hai vissuto esperienze simili?
Scrivimi nei commenti o contattami direttamente
ogni storia merita di essere ascoltata.